Gli Yoga Sutra e gli 8 passi per raggiungere l'illuminazione



I Sutra Sono degli antichi testi fondamentali nello yoga, antichi scritti intrisi di saggezza e precisione, un importante aiuto teorico ma anche pratico che sa guidare ogni praticante Yoga lungo il fondamentale percorso del cammino interiore e della crescita personale che porta alla consapevolezza ed all'illuminazione finale della nostra anima.

Quasta antica raccolta e' considerata il capolavoro di Patanjali (saggio e scrittore indiano, leggi la sua storia al link: https://www.samanthachandrayoga.com/post/patanjali) dove vengono descritti i metodi per sconfiggere le sofferenze del corpo, conoscere, addomesticare e gestire la nostra mente, elevando la nostra coscienza lungo il percorso spirituale dello Yoga.


YOGA significa UNIONE, l'unione della singolarita', dell'individualita' con l'universale, con il divino, Il Tutto che permea ogni cosa.

SUTRA significa FILO, un filo che lega, unfilo conduttore che unisce, un'insieme di frasi legate da un unico significato conduttore.


All'interno di questi testi troviamo ben 196 perle di saggezza, collegate l'una all'altra da un nastro invisibile per formarne una magnifica opera di conoscenza.

Questo imponenete testo viene diviso in 4 parti, ciascuna con una particolare specificita':

⦁ LA PRIMA PARTE CONTIENE NOZIONI RIGUARDANTI IL RAGGIUNGIMENTO DELL'ILLUMINAZIONE:

⦁ LA SECONDA PARTE CONTIENE LE ISTRUZIONI PER LA PRATICA DELLO YOGA;

⦁ LA TERZA RIGUARDA LA PROGRESSIONE DELLA PRATICA, VIA VIA CHE DIVENTIAMO PIU' ESPERTI E CONSAPEVOLI;

⦁ LA QUARTA ED ULTIMA PARTE RIGUARDA INVECE LA LIBERAZIONE FINALE!


Gli Yoga Sutra mettono in particolare l'accento sull'azione, in quanto lo Yoga non e'...e non puo' essere considerato Yoga, senza azione!


NON C'E' UNIONE SENZA MOVIMENTO!


Si segue quindi la logica attraverso la quale capiamo che per fare esperienza dello Yoga, il discepolo deve praticare e gli Yoga Sutra aiutano proprio lo Yogi nella sua pratica, al fine di rendere il suo personale cammino il piu' possibile efficiente, valido e produttivo, regalando gioia e pace per una vita degna e unica.

Uno degli insegnamenti principali infatti, enfatizza l'importanza sul QUI' ED ORA, il momento per praticare Yoga e' il presente, il momento per vivere la propria vita a pieno e' il presente, il momento per iniziare a migliorare la nostra vita e' sempre ADESSO perche' aspettare nell'intraprendere il cammino verso l'espansione della propria anima e del proprio essere, porterebbe all'unico risultato di continuare a soffrire.

Nonostante poi, la pratica a livello fisico dello Yoga, sia davvero importante per dare un'aiuto al nostro corpo nel rimanere giovane, forte ed in forma, nel ritardare l'invecchiamento di cellule, tessuti ed ossa, nel beneficiare di molti, molti altri fattori positivi, nell'opera possiamo trovare un solo Sutra che parli di Asana, dove viene semplicemente fatto notare al lettore che la posizione deve essere comoda e mantenuta a lungo con facilita'.

L'enfasi che vuole trasmettere Patanjali, e' sottolineata dalla sua convinzione che la vera e fondamentale pratica dello Yoga siano le relazioni umane, la vita nel momento presente, dove ci relazioniamo con gli altri e molto spesso anche con noi stessi.


LO YOGA E' LA CESSAZIONE DELLE FLUTTUAZIONI DELLA MENTE!



Quando la nostra mente e' calma, lo Yogi (il praticante), si trova in uno stato di Yoga, quando egli riesce a vivere il "qui ed ora" nella sua totalita', rimanendo nel momento presente con il corpo e con la mente, riuscendo a viverlo a pieno...e' in quel momento che cessano i pensieri, le preoccupazioni spariscono, se ne vanno lo stress e l'ansia, l'angoscia sparisce, cessano le fluttuazioni nella nostra mente, portando uno stato di pace, serenita' e benessere...uno stato di Yoga!


Per noi del 21esimo secolo, dove tutto e' fatto di fretta, di superficialita', di passaggio, di scarsi valori...non e' certamente facile seguire un cammino impegantivo e profondo come quello indicatoci dal saggio Patanjali, ma sempre in accordo con il nostro filo di pensiero attualmente in voga, ancora piu' difficile,diventa il comprendere di aver veramente la necessita' di iniziare ad intraprendere il cammino verso la riscoperta di noi stessi...perche' la realta' e' che possiamo anche praticare Yoga tutti i giorni, diventare degli atleti fantastici, forti e flessibili, ma se alla pratica fisica non abbiniamo con il tempo un minimo di lavoro su noi stessi, sul nostro se' piu' nascosto, allora non potremo mai praticare lo Yoga nel suo vero significato, non potremo mai raggiungere quell'unione di cui tanto sentiamo parlare ma che a quel punto rimarra' a noi sconosciuta nella sua autenticita'.

Sarebbe davvero tanto grave se dedicassimo 10 minuti, in un momento a caso, durante la nostra giornata, solamente a noi stessi? per pensare, riflettere, giocando a carte scoperte per veder davvero quello che abbiamo sempre tenuto nascosto perfino ai nostri stessi occhi, per scendere un po' piu' a fondo in quell'intricato ammasso di pensieri, ricordi, speranze e immaginazioni di cui e' permeata la nostra mente caotica e stressata, ricomponendo piano piano ogni piccolo pezzo di quel puzle che una volta finito, portera' alla piu' grande opera d'arte di tutti i tempi, che potremo ammirare in tutta tranquillita' con il nostro equilibrio ritrovato.


Patanjali inizia il suo trattato affermando lo scopo del suo libro nel primo sutra, seguito dalla definizione della parola "yoga" nel secondo sutra del libro:


yoga citta-vṛtti-nirodhaḥ

( Yoga Sutras 1.2)


Questa definizione e' stata tradotta con molteplici termini ma il significato tende comunque a rimanere invariato.

Ad esempio Taimni lo traduce come segue: "Yoga è l'inibizione (nirodhaḥ) delle modificazioni (vṛtti) della mente (citta)".

Swami Vivekananda traduce il sutra cosi': "Yoga sta trattenendo la sostanza mentale (Citta) dal prendere varie forme (Vrittis)."

Ogni saggio pero' concorda con Patanjali, che lo Yoga consiste essenzialmente in pratiche meditative che culminano nel raggiungimento di uno stato di coscienza libero da tutte le modalità di pensiero preimposto o acquisito, ed il raggiungimento di uno stato in cui la coscienza è inconsapevole di qualsiasi oggetto esterno a se stessa, cioè è consapevole solo della propria natura come coscienza non mescolata con qualsiasi altro oggetto.

Lo yoga è semplicemente la rimozione delle fluttuazioni della mente, è il silenzio della mente fino a quando non si riposa in uno stato di totale tranquillità; in questo modo diventiamo capaci di sperimentare la vita attraverso la più chiara delle opzioni, senza la presenza di filtri, pensieri buoni o cattivi, giusti o sbagliati. Quando le fluttuazioni della mente vengono completamente rimosse, siamo tutt'uno con tutto e con tutto ciò che è. Sperimentiamo unità, unione con tutti. Non abbiamo separazione dalla nostra divinità interiore e dal Divino. Questo è lo yoga.


Ora...sappiamo tutti quanto siano sempre in movimento le nostre menti, di quanti pensieri affollano giorno dopo giorno la nostra testa, delle difficolta' che incontriamo quando cerchiamo di liberare la mente e far rimanere in silenzio i pensieri, e penso sia plausibile pensare che sia del tutto impossibile rimuovere le fluttuazioni della mente perché la mente pensa sempre, ecco cosa fa, rimane costantemente vigile, e se cerchiamo di non pensare spesso riusciamo solo ad attivare un flusso di pensieri ancora piu' grande e su questo non c'e' davvero alcun dubbio, per questo la nostra attenzione va alle tecniche che ci permettono di evitare tutto questo, antiche perle di saggezza che passo dopo passo ci insegnano ad usare le nostre facolta' in modo adeguato e consono.

Tuttavia, ciò che l'autore degli Yoga Sutra ci sta insegnando, o comunque vuole trasmetterci, ha a che fare con un metodo per calmare la mente, che è un sistema di pratiche atte a guidarci lungo un sentiero per poi acquisire la vera pace mentale. Infatti, queste fluttuazioni a cui si riferisce Patanjali hanno a che fare con i desideri, le avversioni, gli attaccamenti, l'ignoranza e il senso dell'ego in ognuno di noi.


Per comprenderne il significato più profondamente potremmo dire che spesso tendiamo ad identificarci con le fluttuazioni della mente, ed in questi casi la vita può sembrare caotica, confusa, senza uno scopo preciso, una corsa folle tra alti e bassi umorali. Quando ci identifichiamo così profondamente con i nostri stati mentali, possiamo finire per far riflettere troppo esternamente ed evidentemente questi pensieri attraverso i nostri comportamenti.

Quando facciamo yoga e pratichiamo la meditazione, impariamo proprio a lavorare su questi aspetti troppo sottovalutati, diventando i testimoni di queste fluttuazioni, piuttosto che identificarci con esse. Questo e' davvero impostante perche' coltivando questa abitudine, è meno probabile che crediamo ai nostri pensieri, diventando invece più propensi a vederli per quello che sono: di natura mutevole, fugace e transitoria.


In altre parole, diventiamo consapevoli di cio' che e' reale e di cio' che invece non lo e'!



Questa è la bellezza dello yoga...L'illuminazione e la saggezza che sa risvegliare in ogni essere...e puoi accedervi solo se ne sarai davvero pronto...niente trucchi, niente inganni...La maggior parte delle persone non sarà nemmeno esposta a queste verità universali, la maggior parte delle persone non acquisirà mai la consapevolezza di sperimentare la vita da uno stato di presenza, perché sono ancora molti gli esseri umani che rimangono bloccati nella propria mente, sperimentando la vita attraverso queste fluttuazioni, attraverso schemi imposti, non prendendosi la fatica di lavorare su se stessi ma lasciando la propria vita nelle mani di altri...Per te che sarai pronto invece...c'e' una strada luminosa che ti aspetta...lasciando cadere il velo dell'illusione (Maya), diventiamo come un veggente che vede le cose per quello che sono. Questo è ciò che stiamo diventando quando smettiamo di identificarci con le fluttuazioni transitorie della mente umana, per avvicinarci sempre un po' di piu' alla nostra vera natura.


Andiamo quindi ad analizzare Ashtanga, ovvero gli otto passi descritti da Patanjali, attraverso i quali abbiamo la possibilita' di intraprendere il cammino progressivo verso quella che nell'induismo e' chiamata MOKSHA ovvero la liberazione dal ciclo delle rinascite.



ASHTANGA: gli otto componenti dello yoga


Patanjali ci informa che lo yoga e' composto da otto cosidetti Arti: Gli yama (astinenze), i niyama (osservanze), le asana (posizioni yoga), il pranayama (controllo del respiro), il pratyahara (ritiro dei sensi), dharana (concentrazione), dhyana (meditazione) e samadhi (assorbimento, illuminazione).

Queste otto parti, sono necessarie per intraprendere il cammino verso l'illuminazione e la liberazione dal ciclo delle rinascite. Non sono separabili tra loro, ma percorsi che si intrecciano sul sentiero della ricerca e dell'accrescimento interiore.


Iniziamo con l'analizzare il primo:


1. YAMA


Gli Yama sono norme etiche, che regolano la condotta e limitano nei comportamenti;

Negli Yoga sutra se ne sottolineano in particolare 5:

Ahiṃsa: Nonviolenza;

Satya: non falsità;

Asteya: non rubare;

Brahmacharya: castità, fedeltà coniugale o moderazione sessuale;

Aparigraha: non avidità, non attaccamento;

I commenti su questi insegnamenti di Patanjali affermano come e perché ciascuno dei suddetti auto-contenimenti aiuta nella crescita personale di un individuo. Ad esempio, nel verso II.35, Patanjali afferma che la virtù della nonviolenza e della non offesa agli altri (Ahimsa) porta all'abbandono dell'inimicizia, uno stato che conduce lo yogi alla perfezione dell'amicizia interiore ed esteriore con tutti, ogni cosa.


2. NIYAMA


La seconda componente del sentiero Yoga di Patanjali sono i Niyama, che includono comportamenti virtuosi, abitudini e osservanze:

Saucha: purezza, (fisica,mentale,dell'ambiente);

Santosha: contentezza,

Tapas: si traduce letteralmente in fuoco o calore. Ma nel contesto yogico significa persistenza, perseveranza, austerità;

Swadhyaya: studio personale, auto-riflessione, mindfulness, studio delle scritture;

Ishwara pranidhana: consapevolezza, resa a Dio, alla forza universale, contemplazione dell'Ishvara (Dio / Essere Supremo, Brahman, Vero Sé, Realtà Immutabile);


3. ASANA


Posture fisiche,

Asana è una postura (di meditazione) che si può mantenere per un periodo di tempo, rimanendo rilassati, fermi, comodi e immobili. Patanjali non elenca in realta' alcun asana specifico, ci da solo il suggerimento di assumere una postura che si può mantenere con comodità e immobilità per un periodo di tempo piu' o meno lungo.


4. PRANAYAMA


Pranayama e' un termine sanscrito, composto da due parole: Prana = Respiro e Ayama = contenimento, estensione, stiramento.

Dopo aver assunto una postura comoda si passa alla regolazione cosciente del respiro (inspirazione ed espirazione). Questo viene fatto in diversi modi, scegliendo tra le tecniche proposte che vanno a lavorare sul nostro apparato respiratorio ma anche sul sistema nervoso, connettendo il respiro, la mente, le emozioni, provocando potenti effetti positivi in tutti gli esseri che lo praticano.


5. PRATYAHARA


Pratyahara è un altro termine sanscrito, composto da due parole: Prati (prefisso) = Contro o contra e Ahara = Cibo, dieta o assunzione, tradotto generalmente come "IL CONTROLLO DEI SENSI".

Pratyahara significa non ricevere alcun input o alcuna informazione dagli organi di senso. È un processo di ritrazione dell'esperienza sensoriale da oggetti esterni. Questa pratica ci da la possibilita' di fare un passo indietro ed analizzare noi stessi dall'interno, per osservare e comprendere quali sono le cose che interferiscono con la nostra crescita spirituale. Pratyahara consente di smettere di essere controllati dal mondo esterno, attirando la propria attenzione per cercare la conoscenza di sé e sperimentare la libertà.


6. DHARANA


concentrare la mente;

Lungo il nostro cammino, praticando Pratyahara, possiamo liberare noi stessi dalle distrazioni esterne del mondo e da quelle interne che produce la mente stessa. DHARANA ci aiuta invece, a calmare la mente, tenendo a bada i pensieri, focalizzando l'attenzione su un solo punto, cio' aiutara' la nostra mente a sostenere sedute di meditazione sempre piu' lunghe e con sempre meno fatica, tenendo anche in considerazione che disciplinando la nostra mente nella meditazione, possiamo trarne molti vantaggi nella nostra vita quotidiana!


7. DHYANA


Meditazione o contemplazione

Dhyana e' uno stato ininterrotto di concentrazione che porta allo stato meditativo completo e duraturo, necessario per raggiungere poi lo stadio successivo....l'ambita illuminazione!


8. SAMADHI


L'illuminazione, stato di beatitudine;

Lo scopo finale di ogni essere umano e' quello di trovare la pace, quando si raggiunge questo stato supremo, Samadhi, abbiamo raggiunto la trascendenza di noi stessi per diventare tutt'uno con la coscienza suprema universale, vivendo in uno stato di pace, gioia, serenita', appartenenza e completezza.



A questo punto, abbiamo davvero capito che quando parliamo di Yoga, non e' solo ginnastica o fare OM...ma e' un percorso personale, che ogni persona puo' intreprendere quando sara' il momento giusto e ne sentira' la necessita'. Lavorare su se' stessi, assumersi le proprie responsabilita', imparare ad amare, ad accettarsi e a non giudicare, imparare il rispetto,la condivisione, l'empatia, la coerenza, la collaborazione...sono aspetti che davvero possono fare la differenza, non solo nella nostra vita ma anche in quella di chi ci sta accanto!


"Che il sole possa risplendere sempre alle vostre spalle per illuminare il vostro cammino"

Namaste

S.Z.


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